Nonas le memorie di un antropologo
il mattino / 29 marzo 2025
Allo Studio Trisorio una mostra dedicata all’artista americano: esposte sculture in legno e in acciaio degli anni Duemila insieme con rare opere su carta dei ‘60/70.
Memorie di un artista antropologo. Richard Nonas è un caso a sé nel panorama dell’arte contemporanea. Stamattina alle 11 l’inaugurazione della sua retrospettiva a Napoli allo Studio Trisorio (Riviera di Chiaia 215): sotto il titolo «Continental Drift» saranno esposte sculture in legno e in acciaio realizzate tra il 2009 e il 2020, oltre ad alcune rare opere su carta degli anno Settanta e Novanta.
Nonas, nato a New York nel 1936, è morto all’età di 85 anni, nel maggio 2021. Ha studiato letteratura e poi antropologia sociale. Negli anni Settanta faceva parte di un intrepido gruppo di artisti e curatori di Soho ed espose per la prima volta il suo lavoro in una mostra collettiva al 112 di Greene Street. Tra le sue mostre più recenti anche quella al Maxxi di Roma nel 2021.
«è da tanti anni che seguo il lavoro di Nonas che amo per le sue forme semplici e minimali ma di grande forza evocativa», spiega la gallerista Laura Trisorio: «Sono stata a New York nel suo studio ed è stato bello scovare lavori di cui non si aveva memoria. Insieme con la moglie Jan e al figlio Stefan abbiamo messo su questa mostra cercando di rispettare il suo senso dello spazio e siamo molto soddisfatti».
Nonas ha lavorato per dieci anni come antropologo e il suo lavoro artistico, iniziato alla fine degli anni Sessanta, è stato influenzato dall’osservazionedi varie tribù indigene del Canada, Arizona e Messico. Le sue sculture realizzate in legno grezzo, granito, acciaio, sono concepite come strumenti per trasformare per trasformare ogni spazio in un luogo, ovvero in un ambiente simbolico ed emozionale.
Così lo ricorda la moglie jan Meisner nella sua esperienza partenopea: «Era il marzo del 2005 quando Lorand Hegyi curò un’ampia mostra al museo Pan di Napoli e invitò Richard a realizzare una grande installazione. Mio marito ha amato la città e le persone che ha incontrato durante il suo soggiorno, ed è stato grato ai giovani allestitori che lo hanno accompagnato per le strade e i vicoli tortuosi sui loro scooter. Esplorare Napoli gli ha lasciato un’affezione per questa grande città e siamo felici di avere ancora una volta il suo lavoro qui».
Dispose in gruppi o esposte singolarmente, seguendo precise geometrie lineari, le opere di Richard Nonas creano una relazione diretta con l’ambiente. Anche la scelta dei materiali evoca stati emotivi come la permanenza e la solidità, o lo scorrere del tempo e la trasformazione, suscitando una riflessione sul movimento e la transitorietà.
In questa esposizione ogni pezzo trova il suo posto come in una coreografia, in modo che lo spettatore possa interagire e muoversi fisicamente attorno, entrare nello spazio che si crea o guardarlo da lontano come fosse un paesaggio naturale. Le sculture non sono semplicemente oggetti ma mezzi per produrre percorsi esperienziali che suscitano stati emotivi familiari o stranianti e invitano all’interazione fra l’uomo e l’ambiente. Nonas voleva provocare nell’osservatore lo stesso stato di ambiguità che lui provava camminando su una strada in Messico, attorno a un cantiere abbandonato o attraverso una radura nella foresta, in un luogo non familiare e senza alcun indicatore culturale riconoscibile.
La mostra si potrà visitare fino al 10 maggio.
Enzo Battarra